Prodotti → Soluzioni atrofie trasversali / PlateImplant

Il contesto attuale

Se nel mascellare posteriore le atrofie sono quasi esclusivamente di tipo verticale, nella pre-maxilla sono molto frequenti atrofie di tipo trasversale. Le soluzioni attuali prevedono il ricorso a tecniche ricostruttive più o meno invasive: G.B.R. , Split-Crest, Bone Grafting. In alternativa viene proposto l’utilizzo di impianti “narrow” a diametro ridotto. Oltre all’incompatibilità con il carico immediato, diversi sono i punti deboli delle appena citate soluzioni:

► Le tecniche chirurgiche ricostruttive si caratterizzano per “costi biologici” ed economici notevoli: morbilità del sito donatore per Bone Grafting e costi elevati di biomateriali per G.B.R. Le complicanze post-operatorie possono poi essere varie, dalla esposizione di membrane e materiali d'innesto (G.B.R.) fino a sequestri ossei (Bone Grafting).

► Fra le soluzioni implantari specifiche gli impianti “narrow” sono gravati da “debolezza” sotto l’aspetto biomeccanico con possibili rischi di frattura. Anche i restyling delle "vecchie lame" recentemente proposti non appaiono particolarmente affidabili.

La soluzione

Con l’ideazione di PlateImplant®, SPIDERIMPLANT garantisce quindi agli Odontoiatri l’opportunità di trattare, con semplicità e rapidità, senza rischi o complicanze, e con costi ridotti le atrofie trasversali (anche estreme) dei mascellari senza ricorrere al alcuna ricostruzione ossea.

"Utilizzando i principi comuni a tutti gli impianti SPIDERIMPLANT, la soluzione PlateImplant® permette l’inserimento di fixtures osteointegrate (TwinImplants®) trasversalmente all'asse implanto-protesico, sfruttando totalmente l’osso mascellare residuo e realizzando un pluri-corticalismo che, abbinato alla rigidità meccanica che emerge dall’accoppiamento auto-bloccato fra placca e fixtures (tripodismo), genera un'unica, stabile e duratura entità implantare".

  • Il prodotto
  • Dettagli tecnici
  • Procedura di utilizzo

PlateImplant® si caratterizza per un’ulteriore semplificazione strutturale poiché, complessivamente, le componenti vengono ad essere solamente due:

‣  Una placca auto-bloccante provvista di piattaforma protesica: Locking Plate.
‣  Tre fixtures auto-bloccanti di diverse misure (TwinImplants®)

La componente endossea dell’impianto rappresentata dalle 3 Locking Fixtures determina una superficie osteointegrata equivalente a quella di un normale impianto “narrow” di 13-15 mm di lunghezza. Tuttavia, coinvolgendo entrambe le corticali (vestibolare e palatale), il posizionamento di PlateImplant® è possibile anche dove un impianto “narrow" sarebbe inutilizzabile. La componente sottoperistale è invece costituita interamente dalla Locking Plate. Tale combinazione, grazie alla stabilità derivante dall'accoppiamento per interferenza delle componenti, garantisce stabilità, perfetta integrazione tissutale ed assenza di qualsiasi forma di riassorbimento osseo tipico dei desueti ed inefficienti impianti sottoperiostei.

L’integrazione della piattaforma protesica nella Locking Plate la trasforma sostanzialmente in impianto primario mentre la Osteointegrazione è deputata ai tre TwinImplants (bi-corticali) che, una volta gemellati con la placca, generano un unico corpo implantare “misto” endo e juxta – osseo. Accoppiamento protesico e locking per interferenza sono analoghi alle soluzioni del pacchetto per atrofie verticali.

‣  Corpo implantare principale: Locking Plate in Titanio Grado 2 o Grado 5 con un’estremità provvista di piattaforma
protesica ad esagono esterno. Lunghezza complessiva variabile da 14 a 18 mm.

‣  Impianti periferici (TwinImplants®) di forma tronco-conica e con apice traumatico, in Titanio Grado 5, solidarizzati con locking per interferenza (in una o più misure).

La tecnica chirurgica è ancora più semplice che nelle soluzioni per atrofie verticali, grazie ai ridotti step di assemblaggio che caratterizzano l’applicazione di PlateImplant®:

1) Limitata scheletrizzazione del sito chirurgico.
2) Eventuale sagomatura della Locking Plate.
3) Creazione di tre piccole perforazioni trasversali, da corticale vestibolare a corticale palatina (o linguale), per l’inserimento delle 3 Locking Fixtures.
4) Applicazione della Locking Plate sulla superfice ossea vestibolare.
5) Contestualmente al collocamento della placca si procede anche all’inserimento (auto-bloccato) delle Locking Fixtures bi-corticali.

Scopri i casi clinici di PlateImplant® nella pagina dedicata ⇒

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Perché scegliere i nostri prodotti

SIMPLE

Una struttura comune a tutte le soluzioni SPIDERIMPLANT, con tre sole componenti, semplifica la terapia di qualsiasi tipo di atrofia ossea.

PRACTICAL

Praticità ed efficacia delle nostre soluzioni sono dimostrate dalla eccezionale stabilità primaria e dall'ottima integrazione tissutale.

INTEROPERABLE

Il concetto di “connessione rigida per interferenza tra impianti e placche” si applica a tutti i prodotti con molteplici varianti di accoppiamento. Questa modularità permette di trattare problemi diversi con la medesima tecnologia.

DISTINCT

A differenza degli impianti customizzati reperibili attualmente in commercio i prodotti SPIDERIMPLANT hanno la caratteristica unica di poter essere customizzabili in sede intra-operatoria.

EASY-TO-USE

Le manovre chirurgiche per applicare tutti gli SPIDERIMPLANT sono estremamente semplificate e rendono il trattamento molto più facilmente tollerabile dal paziente.

REVOLUTIONARY

Il concetto di annullare totalmente la necessità della ricostruzione ossea pre-implantologica in tutti i tipi di atrofia è realmente rivoluzionario.

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