Cresta Ossea Sottile: Split Crest, Rigenerazione o Mini Impianti? Le Alternative

Render di PlateImplant su cresta ossea sottile con viti trasversali

Osso Troppo Sottile per un Impianto: Cosa Significa

A volte l’osso c’è in altezza, ma manca in spessore. Il dentista lo descrive come “cresta sottile” o “a lama di coltello”: vista in sezione, la cresta è così stretta che un impianto di dimensioni standard rischierebbe di restare scoperto su un lato.

È la cosiddetta atrofia orizzontale, o trasversale, frequente nella zona anteriore dell’arcata superiore e in chi ha perso i denti da tempo. Dopo un’estrazione, infatti, l’osso perde più in spessore che in altezza: nei primi 6 mesi tra il 29 e il 63% della larghezza (Tan et al., 2012). Ne parliamo anche nella guida all’atrofia ossea mascellare.

Le soluzioni tradizionali

Rigenerazione ossea guidata (GBR)

Si aggiunge materiale da innesto sul lato esterno della cresta, protetto da una membrana o da una griglia in titanio. In genere servono alcuni mesi di guarigione prima degli impianti, oppure un intervento più complesso se si inseriscono insieme.

Split crest (espansione di cresta)

La cresta viene divisa in due e allargata per fare spazio all’impianto. Evita il prelievo di osso, ma non sempre è fattibile: con creste molto sottili, fatte solo di osso compatto o molto inclinate, la tecnica diventa poco prevedibile e aumenta il rischio di frattura.

Innesti a blocco

Un blocco di osso, spesso prelevato dal paziente stesso, viene fissato alla cresta. Comporta un secondo sito chirurgico e mesi di attesa. Ne abbiamo parlato nell’articolo sull’innesto osseo dentale.

Impianti a diametro ridotto (narrow e mini impianti)

Impianti più sottili entrano dove uno standard non passa. Secondo il consenso internazionale ITI, però, ridurre il diametro aumenta il rischio di frattura dell’impianto o dei suoi componenti, e i mini impianti (sotto i 2,5 mm) hanno indicazioni limitate.

Con una cresta sottile l’osso spesso c’è ancora in altezza: la vera domanda è come ancorare l’impianto senza doverla prima allargare.

L’approccio SpiderImplant: PlateImplant per le creste sottili

PlateImplant è un impianto senza innesto osseo progettato proprio per l’atrofia trasversale dei mascellari. Invece di allargare la cresta, una placca in titanio modellabile viene applicata sulla superficie esterna dell’osso e fissata con tre viti autobloccanti che attraversano la cresta da parte a parte, dalla corticale esterna a quella interna (palatale o linguale).

Coinvolgendo entrambe le pareti dell’osso, PlateImplant può essere posizionato anche dove un impianto narrow non avrebbe abbastanza osso intorno. Nei casi indicati permette di:

  • evitare GBR, split crest e prelievi di osso
  • non ricorrere a impianti di diametro ridotto
  • modellare la placca anche durante l’intervento, sull’anatomia del paziente
  • applicare il carico immediato

Fa male? Quanto è invasivo?

La procedura richiede una minima esposizione dell’osso e tre piccole perforazioni per le viti. Si esegue in anestesia locale; nella maggior parte dei casi il decorso è rapido e il gonfiore contenuto.

Domande frequenti

Quanto deve essere spessa la cresta per un impianto normale?

Dipende dal diametro dell’impianto: intorno all’impianto deve restare osso su entrambi i lati. Lo spessore reale si misura solo con la TAC 3D.

I mini impianti sono una buona soluzione per la cresta sottile?

Hanno indicazioni precise, per esempio stabilizzare una protesi mobile inferiore. Per denti fissi sottoposti a forti carichi masticatori, il diametro ridotto aumenta il rischio di frattura.

La split crest è dolorosa?

Si esegue in anestesia locale; nei giorni successivi gonfiore e fastidio sono comuni. Il suo limite principale è la prevedibilità nelle creste molto sottili.

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Fonti

  • Tan WL et al., A systematic review of post-extractional alveolar hard and soft tissue dimensional changes in humans, Clinical Oral Implants Research, 2012 – PubMed
  • ITI Consensus Statement, Narrow-diameter implants – ITI